Pietro Bussolo

Pietro Bussolo

Pietro Bussolo, o da Bussero (1460 circa – ...), è stato uno scultore italiano, attivo fra il 1473 ed il 1526, tra i maggiori esponenti della scultura lignea rinascimentale lombarda.

Nonostante si sia riuscito ad attribuire allo scultore un certo numero di opere, la scarna quantità di documenti giunti a noi danno poche informazioni certe riguardo alla sua vita.
Un atto inedito del 9 dicembre 1486, registra che il padre Giovanni emancipa i figli Pietro e Giacomo dell'età maggiore di anni venti.

Sconosciute restano luogo e data esatta della sua nascita e della sua morte, ma grazie ad uno stato delle anime del comune di Salò, compilato tra il 1524 e il 1529, dove viene definito settantenne, oggi si fa risalire la sua data di nascita tra il 1460 e il 1462. Esigue sono anche le notizie riguardo al suo nucleo famigliare. Sappiamo che aveva un fratello, Giacomo e che il padre, Giovanni, era detto “magister” e che sarebbe morto nel 1492, senza avere notizie certe della professione che svolgeva. Potrebbe venir identificato nel poverello sutore che nell'Archivio di Stato delle Famiglie, chiede un sussidio perché gravato de la mugliera et sey figlioti. Il fratello Giacomo risulta vivo ancora nel 1510.

Sempre in base ai documenti pervenuti si può anche genericamente analizzare lo status sociale dell'artista, dove, se in un primo periodo della sua vita le numerose commissioni della fine del XV secolo in area bergamasca e bresciana gli permisero in quegli anni probabilmente di raggiungere un discreto benessere sociale, agli inizi del XVI secolo, il mutato clima culturale ridusse i lavori a lui commissionati tanto che si viene a conoscenza che nel secondo decennio del XVI secolo, mentre soggiorna a Milano, viene incarcerato (1520/1521) perché insolvente, mentre lo stato delle anime del comune di Salò (1524/29) oltre a definirlo settantenne lo definisce anche vagabondo, tanto da ipotizzare che negli ultimi anni della sua vita dovesse vivere in ristrettezze economiche.

La data della sua morte viene oggi collocata poco dopo il 1525 a Bergamo, a riferimento dell'ultimo documento dove viene menzionato lo scultore, ovvero un contratto di quegli anni riguardo alla realizzazione di tre animali fantastici per la chiesa di Santa Maria Maggiore di Bergamo, di cui uno mai realizzato, forse appunto a causa della morte dell'artista.

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