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Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Basilica / Siti Unesco / MILANO

La chiesa di Santa Maria delle Grazie è una basilica e santuario, appartenente all'Ordine Domenicano e facente capo alla parrocchia di San Vittore al Corpo. L'architettura della tribuna, edificata fra il 1492 e il 1493 per volere del Duca di Milano Ludovico il Moro come mausoleo per la propria famiglia, costituisce una delle più alte realizzazioni del Rinascimento nell'Italia settentrionale.

Il convento solariano si articolava attorno a tre chiostri. Il Chiostro dell'Infermeria, originario alloggio delle truppe del Vimercati inglobato nella costruzione, il Chiostro Grande, su cui affacciavano le celle dei frati, e il Chiostro dei Morti attiguo alla chiesa. Di questo chiostro oggi è possibile vedere la ricostruzione post-bellica, in quanto interamente distrutto dai bombardamenti del 1943. È costituito, a nord, dal fianco nord della chiesa, mentre sugli altri tre lati corre un portico di colonne in serizzo con capitelli gotici a foglie lisce. Sul portico si affacciano, a est, l'antica Cappella delle Grazie, le sale del Capitolo e del Locutorio e a nord la biblioteca, edificata da Solari sul modello della già celebre Biblioteca del convento domenicano di San Marco a Firenze, progettato da Michelozzo vent'anni prima. Il lato sud è invece interamente occupato dal refettorio, contenente il celeberrimo Cenacolo Vinciano.

Nel 1492 il nuovo signore di Milano, Ludovico il Moro, all'indomani dello sfarzoso matrimonio con Beatrice d'Este, decide l'erezione di un monumento che testimoniasse anche a Milano il nuovo stile ormai diffuso nelle corti più ricche e aggiornate della penisola, Firenze, Ferrara, Mantova, Urbino, Venezia. Così, soli dieci anni dal completamento della chiesa del Solari, ne viene cominciata la demolizione e il 29 marzo 1492 l'arcivescovo Guidantonio Arcimboldi benedice la prima pietra della nuova tribuna.

La tribuna è tradizionalmente attribuita a Bramante, anche se mancano prove documentarie, se non che il Bramante era in quegli anni ingegnere ducale e viene nominato una volta negli atti della chiesa (una consegna di marmo nel 1494). Alcuni studi recenti fanno anche il nome dell'Amadeo; quasi certamente il Bramante dovette essere comunque responsabile del progetto iniziale, ma non seguì poi i lavori veri e propri, che probabilmente furono diretti da Giovanni Antonio Amadeo.

La chiesa presenta sui due fianchi sette cappelle quadrate per lato, realizzate dal Solari con l'eccezione dell'ultima a sinistra, dedicata alla Vergine delle Grazie e preesistente alla costruzione del complesso. Immediatamente dopo la costruzione dell'edificio, i più importanti casati milanesi richiesero il patrocinio delle cappelle, da utilizzarsi come sepoltura per i membri delle famiglie, e affidandone la decorazione a vari artisti a cavallo fra quattrocento e cinquecento. Dal Libellus Sepulchrorum conservato negli archivi di stato, è possibile risalire alla committenza e alla decorazione originaria, anche per le capelle del lato sinistro distrutte durante la seconda guerra mondiale.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Orario Apertura

Aperto tutti i giorni
7.00-12.00
16.00-19.30

Festivi
7.30-12.30
16.00-21.00

Biglietti

Gratuito

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Piazza di Santa Maria delle Grazie

20123 Milano

Tel: +39 02 4676111

Sito ufficiale

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Aggiornamento pagina: 27/08/2020

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Commenti (1)

  • Chiara

    Chiara

    • 26 Agosto 2020 at 17:15
    • #

    Buonasera,
    Oggi sono venuta con i miei figli a visitare il Cenacolo. L’intenzione era ovviamente quella di far visita anche alla Basilica. Trovo assurdo che l’orario pomeridiano sia dalle ore 16. Abbiamo dovuto rinunciare alla visita avendo l’ingresso per il Cenacolo un’ora e mezza prima. Come può essere che non ci sia una collaborazione almeno in qs periodo estivo per gestire le aperture con gli stessi orari? Un vero peccato. Io abito fuori Milano e ci ritornerò, ma tanti stranieri presenti qs pomeriggio se ne sono andati delusi. Non sappiamo proprio valorizzare i nostri tesori.
    Grazie.
    Cordialmente,
    Chiara Maitan

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