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Luigi Pampaloni

Luigi Pampaloni (7 ottobre 1791 – Firenze, 17 dicembre 1847) è stato uno scultore italiano.

Fu allievo di Lorenzo Bartolini all'Accademia di Carrara e tornò a Firenze in seguito alle costrizioni napoleoniche. Tra le sue prime opere ci sono dei piccoli busti in alabastro di Napoleone stesso, arrivando, nel 1811 a entrare nelle committenze di Elisa Bonaparte quale seguace dell'apprezzato Bartolini. A palazzo Pitti eseguì per la principessa d'Etruria le lunette a stucco del bagno, con bassorilievi tipicamente neoclassici: Galatea, il bagno di Venere e il rapimento di Ganimede.

Dal 1826 lavorò, con Giovannozzi, alla fontana di piazza della Collegiata a Empoli. Lo stesso anno ricevette la commissione del nobile polacco Franciszeck Potocki per un putto orante, (una copia, forse quella di proprietà dei Mastiani Brunacci, si trova a Capannoli presso Baldini Orlandini Irene) tra le sue migliori realizzazioni. La statua ebbe una notevole notorietà e gli vennero richieste molte copie, anche dall'estero. Nel 1840 una testimonianza del Tosio riporta una querelle parigina tra chi sostenesse che il suo putto fosse invece un'opera di Canova.

Sempre per una committenza polacca realizzò la scultura funeraria per la principessa Maria Radziwiłł (morta nel 1822) e nei primi anni Trenta si recò a corte di Ferdinando II delle Due Sicilie. Nel 1833 realizzò la statua di Pietro Leopoldo per la piazza Santa Caterina, a Pisa.

Tra il 1837 e il 1839 scolpì la statua di Leonardo da Vinci per il piazzale degli Uffizi. Tra le sculture funebri scolpì il monumento a Luciano Bonaparte e quello a Giulia Clary-Bonaparte (m. 1845), moglie di Giuseppe Bonaparte. Quest'ultima statua venne terminata nel 1847 e posta nella cappella Bonaparte (già Giugni) nella basilica di Santa Croce, davanti al monumento a Carlotta Bonaparte del suo maestro Bartolini. In questo periodo non interruppe la produzione anche di opere di piccole dimensioni, come le statuette del Putto col cane, dell'Amore col cigno o della Piccola Pomona. Molti dei modelli di questi soggetti sono oggi confluiti nella Gipsoteca Bartolini e sono perciò visibili alla Galleria dell'Accademia di Firenze.