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Desiderio da Settignano

Desiderio da Settignano (Settignano, 1430 circa – Firenze, 16 gennaio 1464) è stato uno scultore italiano.

Sviluppò uno stile elegante e fine nel disegno, che combina l'aderenza al naturalismo, soprattutto nell'espressività, al virtuosismo nel trattamento del marmo. Nei suoi busti-ritratti il tema preferito fu quello di donne e bambini dove il marmo sembra trasformarsi in cera, raggiungendo vertici di toccante realismo, ingentilito da una grazia di struggente dolcezza.

Tra il 1450 e il 1455 lavorò, con un fregio di cherubini, nella cappella Pazzi in Santa Croce ed, insieme ad Antonio Rossellino, sotto la direzione di Bernardo Rossellino, alla tomba della Beata Villana, nella Basilica di Santa Maria Novella.

Nel 1453 si immatricolò all'Arte dei Maestri di pietra e legname. Tra il 1453 e il 1458 circa eseguì la Tomba del cancelliere Carlo Marsuppini nella chiesa di Santa Croce a Firenze; il monumento deriva dalla Tomba di Leonardo Bruni di Bernardo Rossellino, l'impostazione è la stessa: il defunto, disteso, sopra il sarcofago, è inquadrato in un arco trionfale retta da paraste, dove nel lunettone è il tondo la Madonna con il Bambino. Desiderio introduce, a differenza del Rossellino, ritmi curvilinei in modo da romperne il rigido schema: il sarcofago ha angoli smussati, i putti porta-stemma sono spostati alla conclusione delle pareste in modo da farne una base animata, il festone retto da geni, cade ai lati dell'arco trionfale, aumentando lo spazio percepito invece di chiuderlo tutto entro l'arco trionfale. Anche con il quasi coetaneo Antonio Rossellino, del resto, non mancheranno i reciproci rimandi.

Del 1455 circa è il Busto-ritratto di Marietta Strozzi, conservato a Berlino e la Maddalena in legno policromo, per la chiesa di Santa Trinita a Firenze, dove, grazie al trattamento morbido e accurato delle superfici, la vecchiaia della Maddalena è si sofferta ma non raggiunge la deformazione, presente invece nella coeva Maddalena di Donatello. Del 1461 è il Tabernacolo per la cappella del Sacramento nella chiesa di San Lorenzo. Morì a Firenze nel 1464. Tra i suoi seguaci, il più noto è forse Francesco di Simone Ferrucci.