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Andrea Sansovino

Andrea Sansovino


Andrea di Niccolò di Menco di Muccio, detto Sansovino (Monte San Savino, 1467 – Monte San Savino, 1529), è stato uno scultore e architetto italiano.

Formatosi alla bottega di Antonio Pollaiolo e, in seguito, di Simone del Pollaiolo detto il Cronaca, con il quale collaborò alla sagrestia ottagonale della chiesa di Santo Spirito a Firenze e, in particolare, al vano dell'anti-sacrestia.

Prime sue opere furono le due pale in terracotta invetriata in stile robbiano per la chiesa di Sant'Agata che era la sua parrocchia, poi demolita. Ora si trovano nella chiesa di Santa Chiara di Monte San Savino.

Nel 1489 gli fu affidato, appena ventiduenne, per la chiesa di Santo Spirito l'altare del Santissimo Sacramento. che eseguì per la famiglia Corbinelli: tale opera gli valse ammirazione e consenso tanto che fu scelto per essere inviato dalla corte medicea quale scultore e architetto in Portogallo, dove il re Giovanni II Aviz aveva richiesto artisti di valore rappresentanti il nuovo movimento rinascimentale che fioriva in Firenze. Il 9 dicembre 1492, otto mesi esatti dalla morte di Lorenzo il Magnifico che lo aveva sostenuto per questo incarico, giunse alla corte di Lisbona e fino al 1501 fu quindi in Portogallo, dove realizzò almeno due Madonne (Museo di Lisbona) e un portale della Cattedrale di Coimbra (la Puerta Especiosa). In quei nove anni certamente molte altre opere furono da lui eseguite, ma se ne hanno scarse notizie. Lavorò sicuramente a Belém, a Sintra, a Lisbona.

Negli ultimi anni della sua vita si dedicò soprattutto all'architettura realizzando, per esempio, il chiostro di Sant'Agostino e il portico interno della porta principale della chiesa di S.Agostino (1523) a Monte San Savino (le Logge dei Mercanti, attribuibili a un suo disegno, furono realizzate postume dopo il 1540) o il cortile del Palazzo della Signoria a Jesi (1519). Questi interventi in architettura erano già stati preceduti dal portico di Santa Maria in Domnica a Roma,(1513) mentre il progetto per il Palazzo Apostolico di Loreto fu interrotto dopo un giudizio negativo di Antonio da Sangallo il Giovane. Dopo il Sacco di Roma (1527) si ritirò nel suo paese natale, onorato e stimato. Fu anche munifico podestà e nel 1527 eseguì per un amico prelato nella chiesa di Battifolle vicino ad Arezzo la statua di San Rocco protettore contro la peste.

Morì a Monte San Savino fra il 30 marzo e l'11 aprile 1529. Una sua biografia fu inserita dal Vasari nelle Vite. Lo scultore e architetto Jacopo Tatti, suo allievo, ereditò da lui anche il soprannome, venendo chiamato Jacopo Sansovino.