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Simone Baschenis

Simone II Baschenis (1495 circa – 1555) è stato un pittore italiano, appartenente ad una delle più popolari botteghe di pittori itineranti presenti nel Bergamasco e nel Trentino.

Simone II è considerato il pittore più qualificato di tutta la dinastia dei Baschenis tra la fine del XV e la prima metà del XVI secolo, capace di aggiornarsi sulla lezione della pittura rinascimentale e di interpretare in modo originale una varietà di soggetti.

L'opera a fresco più nota di Simone è la Danza macabra, opera firmata e datata (25 ottobre 1539), presente lungo tutto il fianco meridionale, sotto la falda del tetto, nella chiesa di San Vigilio a Pinzolo. L'affresco commissionato verosimilmente dalla Confraternita dei Disciplini di Pinzolo con funzione didattica di memento mori, raffigura una variegata teoria di personaggi: aprono il grottesco corteo tre scheletri musicanti, seguiti dal Cristo in croce e da diciotto personaggi di diverso rango sociale[7], già trafitti dallo strale della morte; ognuno è costretto a danzare con uno scheletro sghignazzante, mentre la Morte, posta in fondo al corteo, avanza a cavallo dal fondo della scena. Chiudono il macabro corteo l'Arcangelo Michele e il demonio che tiene in mano un libro su cui sono scritti i vizi capitali. A rendere più esplicito il messaggio pedagogico proveniente dalla scena, nel registro sottostante l'affresco, è riportato una lunga serie di versi con le parole che ciascuno scheletro rivolge al proprio compagno di viaggio. I versi iniziali recitano: Io sont la morte che porto corona/ Sonte signora de ogni persona/ Et cossì son fiera forte e dura/ Che trapasso le porte e ultra le mura... Al di sotto della Danza macabra, e in continuità con il messaggio morale che essa esprime, Simone affrescò i Sette vizi capitali. Tali raffigurazioni, espresse in forma allegorica con un diverso animale che simboleggia ciascun peccato, sono ormai scarsamente leggibili.