L’inizio dei lavori di coltivazione (escavazione) risale alla seconda metà 800 quando il maestro elementare, Vanotti, passeggiando nei boschi sopra Primaluna, nota un affioramento di rocce bianche diverse da tutte le altre. Spinto dalla curiosità ne stacca dei pezzetti e li porta a Milano per farli analizzare. Così si racconta che sia stato scoperto il grande giacimento di Solfato di Bario Barite (BaSO4) che da quel momento è stato coltivato per più di 150 anni e ha dato lavoro a centinaia di persone.
Il periodo di maggior attività è stato nella prima metà del novecento, ma è continuato senza interruzione fino al 2012, quando il sito minerario viene definitivamente abbandonato.
I primi lavori vennero eseguiti a giorno, asportando il minerale dagli affioramenti e trasportandolo a valle, dapprima su slitte e poi con teleferiche. Ne rimangono ancora tracce evidenti sul versante dove sono presenti spettacolari voragini profonde anche alcune decine di metri da cui veniva estratto il minerale.
Successivamente furono scavate a livelli sempre più bassi gallerie nel fianco di rocce metamorfiche, oggi visitabili, per accedere ai filoni dei livelli inferiori e rendere così più facile l’escavazione. A partire dal 1908 la Barite estratta venne portata, prima con carri trainati da cavalli e successivamente con camion allo stabilimento Sali di Bario e affini di proprietà dell’ing. De Ponti di Milano.
La novità è l’apertura al pubblico della galleria Nuovo Ribasso, realizzata negli anni 1980-1985.
Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.