Giovan Battista Castello

Giovan Battista Castello

Giovanni Battista Castello, detto Il Bergamasco (Trescore Balneario o Lovere, 1526 – Madrid, 3 giugno 1569), è stato un architetto, pittore e stuccatore italiano.

Giovanni Battista fece il suo apprendistato presso la bottega del pittore cremasco Aurelio Busso, lo stesso che, allievo di Polidoro da Caravaggio, aveva frequentato a Roma l'Accademia di San Luca e aveva collaborato con Giulio Romano a Mantova.

Come testimoniano le biografie antiche, trasferitosi a Genova intorno al 1545, godette della protezione di Tobia Pallavicino, mercante fra i più ricchi di Genova, che “vista la virtuosa inclinatione del povero studente” gli finanziò un viaggio di formazione a Roma.

Attorno al 1550 venne incaricato di decorare il salone, costruito su suo progetto, della casa di Guido e Paolo Lanzi nella bergamasca, a Gorlago, con una serie di affreschi raffiguranti le Storie di Ulisse, dodici episodi tratti dall'Odissea, oggi strappati e conservati presso il Palazzo della Provincia (Bergamo). Il ciclo è concepito come un elogio delle arti, della pace e dell'intelligenza (Apollo, Minerva e le Muse) contro la violenza della guerra. Sempre a Bergamo, eseguì dei perduti affreschi nella cappella Colleoni e disegnò il progetto di rinnovo e completamento della chiesa di santo Spirito, del quale ci restano tre disegni e una relazione.

Per il Pallavicino portò a compimento a Genova la costruzione e la decorazione sia della dimora cittadina che della villa extraurbana. La progettazione e decorazione del palazzo di città in Strada Nuova, oggi sede della Camera di commercio avvenne tra il 1558 e il 1561. Sono giunti intatti fino a noi due vestiboli del piano terreno e del piano nobile, completamente rivestiti dalla decorazione del Bergamasco, di evidente l'inspirazione ai modelli romani ed in particolare raffaelleschi.

Nel 1567 si trasferisce in Spagna al servizio del re Filippo II come architetto reale e dove tra l'altro lavora al Monastero dell'Escorial. Il figlio Fabrizio collaborò con Gian Battista e proseguì la sua attività pittorica.