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Chiesa di San Francesco

La facciata in cotto rosato, rimasta incompiuta, è caratterizzata da un alto protiro ogivale con colonne in cotto su plinti di pietra, da due lesene semi-cilindriche e da un grande rosone in marmo bianco; ai lati, due singolari bifore a sesto acuto si aprono al cielo donando leggerezza alla struttura frontale.

L'ampio spazio interno della chiesa è diviso in tre navate di quattro campate ciascuna, con cappelle laterali e pianta a croce latina; grosse colonne in laterizio reggono archi ogivali e volte a crociera. La terza cappella della navata destra, intitolata a San Bernardino, venne ricavata nel 1477 da una torretta fortificata di epoca anteriore.

Le colonne e le pareti sono decorate da numerosi affreschi risalenti ai secoli compresi tra il Trecento ed il Settecento; in particolare, tra i moltissimi affreschi del XIV secolo, il più significativo è senza dubbio quello collocato nel transetto destro, intitolato Madonna col Bambino, i santi Nicola e Francesco e il signor Antonio Fissiraga che presenta il modellino della chiesa, attribuito ad un anonimo maestro lombardo che realizzò anche la Madonna col Bambino sulla parete della navata di destra, tra le cappelle dedicate a Santa Caterina e a San Bernardino.

Non mancano interessanti testimonianze di opere settecentesche che esprimono con vivacità e raffinatezza il gusto per la decorazione tipico del Secolo dei Lumi. Spicca la Cappella dell'Immacolata, dominata nella nicchia dalla statua lignea della Vergine, policroma e dorata dal manto mosso e dalle pose aggraziate. Completano l'apparato decorativo della cappella i rivestimenti marmorei e la volta delicatamente affrescata dai luganesi fratelli Torricelli, già ampiamente attivi in Valtellina e nel Canton Ticino. Anche la Cappella di Santa Caterina e quella di Santa Margherita da Cortona possono vantare elementi pregiati frutto di capaci maestranze del marmo e del ferro oltre che dall'apporto di validi decoratori.

Gli affreschi realizzati sulla parete della seconda campata destra, tra cui Madonna Immacolata tra San Francesco, San Bonaventura e un donatore, risalgono invece al XVI secolo e sono opera del lodigiano Francesco Soncini, collaboratore ed allievo di Callisto Piazza. Vanno inoltre segnalati gli affreschi settecenteschi di Sebastiano Galeotti presenti nella zona absidale, che attualmente versano in uno stato di notevole degrado.

L'edificio conserva anche alcuni importanti dipinti cinquecenteschi e seicenteschi, quali Sant'Antonio da Padova che incontra Ezzelino da Romano del Malosso (ospitato nella cappella Fissiraga), San Francesco che riceve le stimmate del lodigiano fra Sollecito Arisi e Madonna di Caravaggio di Enea Salmeggia.

Nella chiesa sono infine collocati i sepolcri di alcuni lodigiani illustri, tra cui il librettista Francesco De Lemene, la poetessa Ada Negri ed il naturalista Agostino Bassi, pioniere della moderna batteriologia.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Piazza Ospedale
  • 26900 Lodi

Contatti

  • Telefono: +39 0371 30257
Mercoledì, 21 Marzo 2018

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