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Villa della Regina

La Villa della Regina è una villa seicentesca situata sulla collina di Torino. Costruita per volere di Maurizio di Savoia, prima cardinale e poi, dal 1641, principe d'Oneglia, e passata poi a sua moglie Ludovica di Savoia. In seguito fu destinata a dimore delle sovrane sabaude, motivo del nome con cui è conosciuta attualmente. Fa parte del circuito delle Residenze sabaude in Piemonte e dal 1997, la Villa è iscritta alla Lista del Patrimonio dell'umanità come parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude.

Fu progettata intorno al 1615 dall'architetto romano Ascanio Vitozzi, il progettista del Palazzo Reale di Torino, che però morì nello stesso anno. La Villa, originariamente concepita come una sontuosa residenza di campagna con annessi vigneti, venne allora realizzata dagli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte (padre e figlio) su commissione del cardinale Maurizio di Savoia, secondogenito del duca Carlo Emanuele I nonché fratello del duca Vittorio Amedeo I. Anna Maria di Orléans moglie di Vittorio Amedeo II, in particolare, la elesse a suo soggiorno prediletto dopo averne affidatola riprogettazione a Filippo Juvarra che curò ogni aspetto dell'interno e degli esterni, comprese le più minute decorazioni.

All'interno della residenza si trovano affreschi e quadri di Giovanni Battista Crosato, Daniel Seiter e Corrado Giaquinto, posti nel grande salone principale. Nelle sale adiacenti sono notevoli i quattro Gabinetti Cinesi in raffinato legno laccato e dorato. Gran parte degli stucchi, fra i quali le decorazioni dell'anticamera con soffitto verde e della sala di Anna Maria di Orléans, sono opera di Pietro Somazzi.

Dietro il palazzo si estende, scavato nella collina, un vasto giardino emiciclico su 3 livelli suddivisi da filari di siepi di bosso. Dal corpo centrale della facciata retrostante si sviluppa un'esedra semicircolare che racchiude una piccola vasca quadrilobata in marmo. L'ambiente dell'esedra è delimitato da un muro semicircolare su cui sono scavate 20 nicchie quasi tutte adorne di statue. Nel mezzo del muro che circoscrive l'esedra, in corrispondenza di due obelischi, si apre una scalinata che porta ad un'ulteriore vasca prospiciente la Grotta del Re Selvaggio. Questa non è nient'altro che un parallelepipedo di marmo diviso in tre parti e decorato al suo interno con specchiature e pietre policrome; al fondo della galleria mediana troneggia la statua del Re Selvaggio.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Strada Santa Margherita, 79
  • 10131 Torino

Contatti

  • Telefono: +39 011 8194484
  • Fax: +39 011 8192199
Lunedì, 13 Novembre 2017

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