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Sacro Monte Calvario

Il Sacro Monte di Domodossola fa parte del gruppo dei sacri monti alpini inseriti nel 2003 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco. Nel 1656, due frati cappuccini scelsero il colle Mattarella, che sovrasta Domodossola, per farlo diventare un luogo che ospitasse il Sacro Monte Calvario. Nacque così una serie di dodici cappelle con un apparato decorativo di statue ed affreschi, che rappresentano le stazioni della Croce e tre cappelle che illustrano la Deposizione dalla Croce, il santo Sepolcro e la Resurrezione. In cima al colle è posto il santuario ottagonale della Santa Croce, la cui costruzione iniziò nel 1657.

L'impronta di maggior rilievo nella realizzazione della statuaria del Monte Calvario si deve indubbiamente al plasticatore milanese Dionigi Bussola (1615 – 1686). Dopo una significativa permanenza a Roma ove poté studiare i modelli scultorei del Bernini e dell'Algardi, e dopo la sua affermazione a Milano come "protostatuario" nella Veneranda fabbrica del Duomo, Bussola fu autorizzato nel 1660 a prestare la sua arte alla basilica dell'Assunta al Sacro Monte di Varallo ed al cantiere appena sorto a Domodossola. Alla sua mano è dovuta la maggior parte delle sculture plastiche che si trovano nel santuario: la stazione XII, con Gesù che spira sulla Croce; la XIII (Deposizione dalla Croce), la XIV (Il Sepolcro), nonché le statue dei Profeti poste intorno all'aula. Sue sono anche le statue di alcune cappelle esterne (stazioni II, IV e XV) eseguite con il contributo di suoi allievi.

Di particolare intensità emotiva è la scena della Crocifissione posta sopra l'altare del santuario, con il corpo di Cristo miseramente straziato nella carne e con una stravolta Maddalena, il cui urlo di dolore sembra non poter prorompere dalla bocca. Poco distanti dalla scena, a reclamare continuità tra Antico e Nuovo Testamento, sono poste le bianche statue dei “Profeti”; solenni nei loro atteggiamenti, esse richiamano più da vicino i modelli barocchi che il Bussola ha appreso a Roma. Da menzionare tra gli altri artisti, il gallaratese Giuseppe Rusnati (circa 1650 – 1713) allievo e felice continuatore del Bussola. Completò l'opera del suo maestro realizzando le ultime statue della XV stazione, la teatrale rappresentazione della Resurrezione nella cosiddetta Cappella del Paradiso. Fu capace di intenso realismo nella rappresentazione dei volti, come testimoniano le statue delle X stazione, Gesù spogliato nelle vesti.

Tra i pittori meritano di essere menzionati almeno il milanese Giovanni Sampietro (attivo all'inizio del Settecento) di Milano e il valsesiano Lorenzo Peracino (attivo verso la metà del Settecento); i fratelli Giovanni Antonio e Giuseppe Antonio Maria Torricelli di Lugano, autori degli affreschi della VIII e XI cappella, e tra gli scultori, Stefano Salterio di Laglio, creatore delle plastiche statue di terracotta di Gesù che incontra le donne di Gerusalemme nella VIII cappella.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Borgata Sacro Monte Calvario, 5
  • 28845 Domodossola - VB

Contatti

  • Telefono: +39 0324 242010
Domenica, 19 Novembre 2017

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