Mausoleo di Lucilio Peto

La sua scoperta risale al 1887, in occasione della costruzione di un muro di cinta nella vigna soprastante, proprietà del cavaliere Cesare Bertone. L'area archeologica, antistante l'arco orientale del sepolcro nasconde un filare di blocchi in tufo, che corre quindici metri ad est del monumento, raggiungibile mediante due rampe di scale costruite nel 1925. Il filare, orientato nord-sud e parallelo alla strada attuale (oggi ricoperto per motivi di conservazione) è quanto rimane del muro di recinzione originario dell'area sepolcrale, sul quale sono deposti alcuni frammenti di iscrizioni appartenenti ad altre tombe.

Le strutture descritte documentano la fase originaria del sepolcro, che si inserisce tra la media e la tarda età augustea, come provano i reperti ceramici estratti dal riempimento del tumulo e la connotazione stilistica del kyma lesbio dell'epigrafe. Una corona di cinque piccoli sepolcri ipogei, addossati esternamente al tamburo, lungo l'arco orientale, costituiva la seconda fase edilizia del tumulo. La loro presenza diede modo a Rodolfo Lanciani, che seguì gli scavi di fine Ottocento, di basare su una prova concreta l'ipotesi di interro del sepolcreto Salario, avvenuto a suo avviso in età traianea. Nella necropoli, secondo la sua ipotesi, sarebbero state scaricate le terre provenienti dallo sbancamento della sella che congiungeva Campidoglio e Quirinale; operazione funzionale alla realizzazione del Foro progettato da Apollodoro di Damasco. La terza fase edilizia del tumulo consiste nel riutilizzo dei suoi ambienti interni, con loculi e formae, cui seguì lo scavo di un ambulacro. L'esiguo numero delle sepolture, circa ottanta, la totale assenza di segni iconografici e il riutilizzo di manufatti provenienti dal sepolcreto, lasciano pensare che l'ipogeo sia stato utilizzato da una ristretta comunità, appartenuta ad uno dei più umili strati sociali. Mancano elementi certi per stabilirne il culto. L'esame dei manufatti segnalati, soprattutto dei bolli doliari, suggerisce uno sfruttamento degli ambienti nell'arco del IV secolo. La quarta fase edilizia del sepolcro dei Lucilii corrisponde, poi, alla spoliazione del paramento lapideo, avvenuta presumibilmente nel corso del XVI secolo, cui seguì la violazione delle sepolture nell'ipogeo. Un cunicolo, che si sviluppa oltre la nicchia sud della camera sepolcrale, posteriore al 1940, testimonia infine l'occupazione degli ambienti interni del tumulo nel corso della seconda guerra mondiale.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Via Salaria, 125
  • 00198 Roma

Contatti

  • Telefono: +39 060608
Martedì, 30 Giugno 2020

Scrivi una recensione

Non usare questo form per contattare la struttura.