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Duomo di Casertavecchia

La chiesa rappresenta un episodio esemplare del periodo romanico in Campania in quanto presenta contemporaneamente influssi provenienti dalla Sicilia con altri provenienti dal romanico e dalla tradizione paleocristiana.

Troviamo così caratteri e soprattutto elementi decorativi derivati dal complesso stile architettonico presente nel romanico di Sicilia in cui convivevano elementi normanni con altri arabi e bizantini e i cui influssi arrivarono in Campania tramite Amalfi. Altri elementi, per esempio i caratteri del corredo scultoreo, risultano invece provenienti da nord o dal romanico pugliese.

Lo schema costruttivo sembra invece derivato da un ambito più locale ed in particolare da Montecassino, allora all'apice del suo ruolo di centro spirituale e culturale che diffuse nell'area sud di Roma una tipologia corrispondente a quello della tradizione basilicale paleocristiana.

L'edificio è costruito in "tufo grigio campano" una ignimbrite simile al piperno, lasciato a faccia a vista. Facilmente lavorabile, si presenta nella varietà utilizzata a Casertavecchia con un prevalente colore grigio utilizzato, tra il XII ed il XVI secolo, anche a Capua e Salerno.

Sulla facciata sono presenti mensole aggettanti sulle quali sono rappresentati, in marmo chiaro che contrasta con la pietra color grigio-ocra della muratura, forme zoomorfe, tra cui dei leoni. Tali mensole figurate sono presenti nel romanico pugliese (Bari, Ruvo di Puglia). Sull'altare è presente un crocifisso ligneo di autore ignoto.

Nella piccola cappella trecentesca sono rimasti integri gli affreschi e in una nicchia nel muro perimetrale della chiesa la scultura policroma di Maria Santissima Regina. Le rimanti murature, invece, sono oggi nude e prive di decorazioni in quanto in età barocca furono distrutti gli affreschi medievali per far posto a stucchi a loro volta rimossi nel XX secolo. Tra la navata e il transetto è integro anche un affresco del Quattrocento di influenza senese che rappresenta la Vergine col Bambino. Il transetto ospita due sepolture trecentesche ispirate ai modelli di Tino da Camaino. All'inizio del Seicento risale il pulpito, realizzato però reimpiegando parti dei due amboni medievali risalenti al periodo del vescovo Stabile (inizio XIII secolo).

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Fraz. Casertavecchia
  • 81100 Caserta

Contatti

  • Telefono: +39 0823 371318
Mercoledì, 12 Settembre 2018

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