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Cattedrale di San Giusto

L'austera facciata della chiesa è arricchita da un enorme rosone di pietra carsica, elaborato sul posto da maestri scalpellini ingaggiati a Soncino, vicino a Cremona, donde proveniva il vescovo. Ne rimane un ricordo nella denominazione della via dei Soncini a Trieste.

Non ci sono molti dati sulla decorazione interna della chiesa. Nell'anno 1423 l'abside fu affrescata da Domenico Lu Domine e Antonio Baietto, artisti friulani, e tale rimase fino al 1843 quando fu ampliata. Ma nei primi decenni del XX secolo fu abbattuta e ricostruita. L'affresco con l'Incoronazione della Vergine venne sostituito con un mosaico che ripropone lo stesso tema. Degli altri affreschi originali rimangono pochi reperti, il più importante dei quali è il Ciclo di san Giusto, in cinque elementi, esposto nella cappella laterale.

Nell'interno sono contenuti molti dei manufatti sacri, fra cui il Tesoro, celato dietro una grata di fattura barocca, che contiene tuttora molti oggetti di valore, sebbene nel 1984 sia stato saccheggiato. Esistono tuttavia pareri controversi su molti di questi oggetti, essendo evidente la loro difficile collocazione storica e geografica. Addirittura per il simbolo della città, cioè l'alabarda di san Sergio, patrono secondario della città, non è possibile definire un'origine certa né l'esatta epoca di forgiatura.

Le due absidi laterali (corrispondenti a quelle dei due sacelli di S. Maria e di S. Giusto) sono decorate con magnifici mosaici, opera di maestranze veneziane e costantinopolitane.

L'abside di S. Maria reca una splendida raffigurazione della Theotokos, seduta su un trono, su fondo oro, con il Bambino in braccio, affiancata da due corpulenti angeli. Si tratta di una superba esecuzione di matrice costantinopolitana della prima metà del XII secolo, probabilmente eseguita in parallelo alla schiera degli Apostoli su un prato idilliaco, posta nell'emiciclo absidale sottostante, inquadrata in una cornicetta decorata, che invece spetta, per la morbidezza dei panneggi e le affinità delle fisionomie di alcune figure con quelle della Cattedrale Ursiana di Ravenna (Duomo di Ravenna), a un'équipe di mosaicisti veneziani, gli stessi formatisi nella scuola delle maestranze bizantine che decorarono la Basilica di San Marco nell'ultimo quarto dell'XI secolo. Come in Santa Maria Assunta a Torcello, gli apostoli sono rappresentati nella serie latina, cioè con Giacomo minore e Taddeo al posto di Marco e Luca.

Nell'abside destra invece spicca il Pantocrator in trono, affiancato come in una Deesis dai santi Giusto e Servolo. Le fattezze del Cristo, slanciato, severo e nobile, collocano la stesura di questo mosaico al primo XIII secolo, ad opera di mosaicisti bizantini.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Piazza della Cattedrale, 2
  • 34121 Trieste

Contatti

  • Telefono: +39 040 3224575
Lunedì, 12 Marzo 2018

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