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Castello di Belcaro

Le prime notizie del castello di Belcaro sono risalenti al 1190 per mano della famoglia Marescotti. Ripetutamente distrutto e successivamente ricostruito il castello appartenne poi alla famiglia dei Salimbeni, per poi ritornare ai Marescotti e poi ai Bellanti ed ai Turamini. Fu proprio la famiglia Turamini a dare la forma attuale, grazie alla maestria di Baldassarre Peruzzi, al castello di Belcaro. Nel 1710 Girolamo Taramini vendette il castello alla famiglia Camajori che tuttora lo possiede.

Il complesso è interamente compreso in una cinta muraria a forma di cuneo, ed è composto da vari edifici che si articolano attorno a tre spazi aperti: un giardino e due corti. Il portale di accesso, protetto da due piombatoi e a sinistra da un torrione semicircolare con due archibugiere, si trova sul lato ovest. Immette nel primo cortile, di stile medievale e forma triangolare, dove si affacciano i locali di servizio addossati alla fortificazione e alla villa e caratterizzati da terminazioni aggettanti su archetti pensili e mensole in laterizio.

Attraverso un'apertura ad arco ribassato, si giunge nel secondo cortile, quello principale, in stile rinascimentale e lastricato in cotto a spina di pesce. Sul cortile principale si affacciano l'edificio padronale, che si sviluppa su tre piani ed ha forma rettangolare, e la casa del custode, un tempo usata dai servitori. La forma rettangolare fu creata in un intervento dell'architetto Partini del 1865-70, che creò i due paramenti-filtro confinanti rispettivamente col cortile di accesso e col giardino, e la casa di servizio, che si ispirò ai disegni del Peruzzi, sebbene su scala leggermente ingrandita. Qui, vicino al passaggio verso il giardino, si trova anche il pozzo.

Il prospetto principale della villa, affacciato sul cortile e opera neoclassica di Serafino Belli, mostra tre ordini con otto assi di aperture: al piano terra, coperto da bugnato, si trovano portali incorniciati e di foggia varia (ad arco a tutto sesto o architravati), oltre ad alcune aperture sono tamponate. Qui una lapide marmorea ricorda la visita di Margherita di Savoia. Ai piani superiori le finestre mostrano timpani curvilinei e, all'ultimo piano, architravi. Cornici marcadavanzale corrono lungo tutto l'edificio, con particolare cura nel disegno di quella al secondo piano.

Quasi metà dello spazio interno alle mura è occupata dal giardino, che confina per tre quarti con le mura stesse. Vi si accede dalla doppia apertura nella parete della corte principale, ed al suo interno è scandito in aiuole geometriche. All'interno ospita al centro, in asse col cortile, la cappella, seguita a sinistra dalla loggia e, tra questa e la villa, dalla limonaia.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Str. Terrensano e Belcaro, 77
  • 53100 Siena

Contatti

  • Telefono: +39 0577 248111
Domenica, 11 Agosto 2019

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