itzh-CNenfrdeiwjaptrues

Pinacoteca Stuard

La Pinacoteca Stuard di Parma, ospitata dal 2002 in un'ala dell'antico monastero benedettino di San Paolo, è intitolata al benefattore e collezionista Giuseppe Stuard (1790-1843), al quale si deve il primo nucleo delle raccolte artistiche del museo.

Privo di eredi diretti, alla sua morte il ricco possidente Giuseppe Stuard (1790-1843), già benefattore e socio dell'ente, lasciò alla congregazione la sua ricca raccolta (oltre 200 pezzi) di opere d'arte. Ai pochi quadri ereditati dal nonno Pietro, lo Stuard aveva aggiunto: alcune tavole a fondo oro (raccolte dal marchese Alfonso Tacoli Canacci nelle chiese della campagna tra Siena e Firenze, vendute al duca Ferdinando I di Parma nel 1786 e disperse dal governatore napoleonico Médéric Louis Élie Moreau de Saint-Méry nel contado parmense) acquistate dalle chiese dei dintorni; i bozzetti per la Carità di sant'Elisabetta di Bartolomeo Schedoni e per il Martirio di sant'Ottavio di Giovanni Lanfranco; altre numerose opere, soprattutto di artisti emiliani (Lavinia Fontana, Felice Boselli Girolamo Bedoli-Mazzola, Benedetto Gennari, Sisto Badalocchio) e fiamminghi (Maarten de Vos, Jan Soens, Antonio Moro, Frans Pourbus) della seconda metà del XVI secolo.

Nel 1850 tutti i dipinti dello Stuard vennero trasferiti dalla sua casa di via Santa Croce in Palazzo San Tiburzio, sede della Congregazione di Carità: la collezione andò così a confluire in quella della congregazione, che comprendeva tra l'altro qualche ritratto (Luigi Berri di Giuseppe Baldrighi, Étienne Bonnot de Condillac di Saverio Bettinelli), delle scene di battaglia di Francesco Monti (detto Brescianino) ed alcuni bozzetti dei veneti Sebastiano Ricci e Francesco Fontebasso. Il lavoro di allestimento dei dipinti venne affidato all'architetto Luigi Bettoli.

Negli anni successivi, attraverso nuove donazioni, la raccolta si arricchi di altre opere prestigiose, quali due nature morte del Grechetto ed un paesaggio di Bernardo Bellotto, e di interessanti pezzi di artisti parmensi del XIX-XX secolo (Guido Carmignani, Cecrope Barilli, Alberto Pasini, Daniele de Strobel, Paolo Baratta, Amedeo Bocchi).

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Borgo del Parmigianino, 2 A
  • 43100 Parma

Contatti

  • Telefono: +39 0521 508184
  • Fax: +39 0521218875
Mercoledì, 15 Novembre 2017

Scrivi una recensione

Non usare questo form per contattare la struttura.