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Museo Archeologico di Medma

Molto ricca è la documentazione proveniente dall’area sacra individuata in loc. Calderazzo, ove Paolo Orsi negli anni 1912-1913 scoprì un grande deposito di oggetti votivi, realizzato in una delle periodiche operazioni di sgombero del santuario oppure in occasione di una ristrutturazione edilizia di questo. Molti ex-voto trovano confronto con i rinvenimenti del santuario locrese della Mannella, attestando, dunque, un culto simile, rivolto principalmente a Persefone vista come protettrice delle nozze; è testimoniata, inoltre, la venerazione ad Afrodite e ad Atena. Diffusissima la coroplastica per lo più riconducibile ad artigiani locali, con oggetti come le protomi, immagini di divinità femminili limitate alla sola testa diffuse dalla metà del VI sec. a.C., accanto ai grandi busti, la cui produzione si afferma nella prima metà del secolo successivo, quando iniziano a diffondersi le tipiche statuette medmee di media grandezza in forma di offerenti stanti e dee sedute in trono recanti attribuiti.

Numerose anche le statuette di divinità e i modellini di scudo e di elmi, richiamo simbolico alle offerte di armi; e poi ancora i modellini di tempietti, le riproduzioni di frutta, di ortaggi, preparati alimentari ed animali, sostituitivi delle più costose e deperibili offerte in natura, e i pinakes ,quadretti votivi portati in dono dalle fanciulle alla vigilia delle nozze. Fra i reperti bronzei, diverse sono le phialai, coppe poco profonde utilizzate per le libagioni, ossia offerte di liquidi.

Si consiglia di verificare gli orari di apertura sui siti web dei musei prima della visita.

Indirizzo

  • Via Filippo di Medma
  • 89025 Rosarno - Reggio Calabria

Contatti

  • Telefono: +39 0966 712146
Domenica, 09 Agosto 2015

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