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Museo Accorsi-Ometto

Nel 1956 l'intero palazzo fu acquistato da Pietro Accorsi che adibì il piano nobile a sua abitazione e galleria d'arte. Dopo la scomparsa del proprietario, avvenuta nel 1982, i beni del celebre antiquario vennero affidati ad una Fondazione con il preciso scopo di realizzare un museo. I lavori di ristrutturazione e adeguamento dell'edificio si protrassero fino al 1999, anno in cui venne inaugurato il museo, il primo in Italia dedicato alle arti decorative.

Il Museo è stato allestito da Giulio Ometto secondo il gusto del fondatore, Pietro Accorsi, che prediligeva le arti decorative (soprattutto del Settecento e legate al Piemonte e alla Francia).

Nelle 27 sale del Museo sono esposti oltre tremila oggetti, appartenuti al celebre antiquario. Il percorso museale è suddiviso in due parti: la prima è dedicata a una serie di vetrine con all'interno cristalli di Baccarat, argenti, tabacchiere e porcellane di Meissen, Frankenthal e Sèvres; la seconda è dedicata alle sale ammobiliate, così come l'Antiquario le aveva arredate presso la sua villa di Moncalieri. Nel susseguirsi delle stanze, oltre a preziosi oggetti d'arredo, arazzi e dipinti del Settecento, si trovano mobili francesi, veneziani e piemontesi, tra cui spicca il celebre “doppio corpo” firmato e datato nel 1738 da Pietro Piffetti e ritenuto essere il mobile più bello del mondo.

Il museo è fin dalla sua costituzione sede di importanti mostre, principalmente volte alla conoscenza delle arti decorative e di quella del patrimonio storico artistico piemontese, non tralasciando temi di interesse anche internazionale.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Via Po, 55 - Palazzo Accorsi
  • 10124 Torino

Contatti

  • Telefono: +39 011 837688 int.3
  • Fax: +39 011 8154061
Martedì, 02 Maggio 2017

Commenti (1)

  • Sara Erminia P.

    Sara Erminia P.

    02 Maggio 2017 at 17:41 | #

    Siamo entrati per caso,attirati dagli striscioni sotto i portici che reclamizzavano una mostra temporanea di futuristi. Ci siamo goduti, al di là della mostra, la visita guidata che ci ha fatto percorrere le sale dell'appartamento che ospitano la collezione Accorsi Ometto composta da oggetti di uso personale, cristalli, ceramiche argenterie, vasellame e mobili in gran parte del '700 e in parte inserite nei vari ambienti domestici. Consigliato

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