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Villa Arconati

La villa si trova all'interno del Parco delle Groane, su un vertice di un ampio giardino quadrangolare, a fianco delle corti e della chiesetta del borgo agricolo di Castellazzo. Il complesso è circondato da boschi, brughiere e terreni coltivati per circa 200 ettari. Presso la Strada statale 233 Varesina, tra Bollate e Garbagnate, fra due statue feline su piedistalli e due obelischi, si diparte la Via dei Leoni, che tra due file di carpini bianchi conduce al cancello principale d'ingresso della villa.

Il complesso di Villa Arconati si sviluppò intorno a un nucleo precedente a partire dal XVII secolo, raggiungendo il suo massimo splendore nel XVIII. Il principale artefice della villa fu il conte Galeazzo Arconati, celebre collezionista, il quale vantava tra le proprie raccolte il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e la statua romana di Tiberio, tradizionalmente detta di Pompeo Magno. Gli Arconati, proprietari storici della villa, investirono molto sul Castellazzo, che divenne una delle più prestigiose e rinomate "ville di delizie" del milanese.

Per la sua importanza nella regione del milanese, il Castellazzo ebbe una grande storia e si trovò a ospitare una grande quantità di opere d'arte, libri, manoscritti, spartiti, mobili d'arte. Fra gli oggetti più celebri che sono stati conservati nella villa ricordiamo il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci (donato da Galeazzo Arconati nel 1637 alla Biblioteca Ambrosiana, dove si trova tuttora) e i bassorilievi del Monumento funebre a Gaston de Foix, scolpiti da Agostino Busti detto il Bambaja (forse discepolo dello stesso Leonardo), ora ai Musei Civici del Castello Sforzesco di Milano.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Via Madonna Fametta - Castellazzo
  • 20021 Bollate - Milano

Contatti

  • Telefono: +39 02 8692287
Mercoledì, 18 Maggio 2016

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