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Basilica di Sant'Elia

Sant'Elia è una basilica in stile romanico il cui impianto planimetrico è costituito da tre navate e da un transetto, il tutto contenuto in un rettangolo sghembo. Le colonne che delimitano la navata centrale provengono quasi certamente dallo spoglio di ville e monumenti romani. La navata maggiore presenta sette archi per lato, sorretti da sei colonne con differenti capitelli corinzi e da due semi colonne terminali. Al transetto, che risulta sopraelevato di tre gradini, si accede attraverso tre arcate che lo separano dalle tre navate. L'abside è totalmente affrescato; i dipinti sono stati eseguiti, intorno all'anno mille, dai fratelli Giovanni e Stefano e da un nipote di Giovanni, Niccolò.

L'altare maggiore è sormontato da un ciborio decorato da una croce cosmatesca e sorretto da quattro colonne. Della Schola Cantorum ci rimane solo l'ambone: nel suo lato destro verso la navata centrale il suo registro inferiore presenta la leggendaria quadratura del cerchio (fiore a otto petali) che simboleggia il desiderio di ricondurre l'elemento terrestre a quello celeste grazie alla rinascita mediante il battesimo. Nel lato destro verso la navata sinistra il pulpito presenta un altro registro databile all'epoca di papa Gregorio IV. Il transetto e parte della navata centrale presentano un pavimento cosmatesco del periodo alessandrino, nella zona centrale predomina il disegno di tondi intrecciati di porfido, ai lati vi è una doppia fila di lastre.

Gli affreschi sono fra i più interessanti e meglio conservati fra tutte le chiese romaniche laziali. Il catino absidale è dominato nella parte alta dalla figura del Cristo Redentore con al fianco Pietro e Paolo e altri due santi non identificati. Più in basso dodici agnelli, che simboleggiano gli apostoli, in movimento verso l'Agnello di Dio. Nella parte inferiore è rappresentato un corteo di vergini che portano corone da offrire ad una Madonna che doveva essere raffigurata al centro del dipinto e che è andata distrutta. Rimangono due arcargeli, Michele e Raffaele, custodi di una figura in trono. Il lato sinistro del transetto risulta nudo, probabilmente a seguito della caduta del masso che nel 1607 lo distrusse. Il lato destro è ricoperto di affreschi che raffigurano visioni dell'apocalisse: in alto, una lunga teoria di profeti, più in basso la processione dei Vegliardi apocalittici diretti verso l'Agnello che sollevano in alto coppe d'oro velate. Segue la morte di sant'Anastasio con le esequie e il dolore dei monaci e l'arcangelo Michele chiama, dopo gli altri monaci, lo stesso Anastasio. Nella navata destra della basilica si rilevano dei riquadri dipinti da artisti locali.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Via Sant' Elia
  • 01030 Castel Sant'Elia - Viterbo

Contatti

  • Telefono: +39 327 7555056
Giovedì, 18 Ottobre 2018

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