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Palazzo del Monte di Pietà di Busseto

Gli interni, ancora arredati con il mobilio originario, conservano numerose opere d'arte di pregio, tra cui dipinti ed oggetti sacri. La sala d'ingresso ospita un monumentale camino con cappa in stucco, realizzata da Domenico Barca nel 1698.

La Sala del Consiglio conserva un maestoso armadio-archivio in noce in stile barocco, intagliato da Giovan Battista Perfetti nel 1699 su disegno di Giovan Battista Meyster; ricco di lesene con capitelli corinzi, cartelle ed altorilievi, il grande mobile è coronato da un imponente fastigio con volute, vasi, festoni ed, al centro, un grande ovale con il motto del Monte di Pietà Pasco oves meas (Pascolo le mie pecore). Il corridoio del primo livello, coperto da una volta a botte, ospita sulle pareti i due affreschi barocchi staccati dalle lunette del porticato, realizzati nel 1682 dal pittore Angelo Massarotti, che vi raffigurò la Pietà ed il Martirio di San Bartolomeo.

Il palazzo conserva nei suoi numerosi ambienti i ritratti di quasi tutti i regnanti del ducato di Parma e Piacenza, tra i quali il Duca Ranuccio II Farnese, dipinto forse da Jacob Denis intorno al 1670, il Duca Francesco Farnese, realizzato da Giuseppe Gorla nel 1723, il Duca Antonio Farnese, eseguito da Giovanni Bolla intorno al 1730, il Duca Carlo I di Borbone, creato da Bartolomeo Chizoletti nel 1733, l'Imperatore Carlo VI d'Asburgo e l'Imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, effigiati da Giuseppe Degani nel 1738 e nel 1745, il Duca Filippo di Borbone, dipinto da Domenico Passarini nel 1750, ed il Duca Ferdinando di Borbone, realizzato da Antonio Bresciani nel 1767. Del pittore Isacco Gioacchino Levi sono inoltre le copie ottocentesche dei ritratti del Duca Ranuccio I Farnese, della Duchessa Maria Luigia d'Asburgo-Lorena, del Duca Odoardo Farnese, del Duca Ottavio Farnese, del Duca Alessandro Farnese, dell'Imperatore Napoleone Bonaparte e del Re Vittorio Emanuele II, eseguite nell'ordine fra il 1842 ed il 1860. L'opera più pregevole del Levi risulta tuttavia la grande tela raffigurante la Fondazione del Monte, che ritrae in un ambiente cinquecentesco il canonico Gian Domenico Nicolò Pellati mentre legge l'atto di fondazione, i tre fratelli Girolamo, Francesco ed Ermete Pallavicino, il francescano Giovanni Antonio Maiavacca e, sul retro, due testimoni.

Arricchiscono le sale anche altre opere di rilievo, tra cui l'effigie di Luca Balestra, eseguita da Michele Plancher verso il 1830, l'autoritratto settecentesco di Pietro Balestra ed i quadri raffiguranti il Vecchio con turbante, dipinto da Tullo Massarani nel 1849, il Gatto del Vittoriale, realizzato da Renato Brozzi nel 1927, ed il Ragazzo con un agnello, creato da Innocente Salvini nel 1954.

Sono inoltre conservati vari oggetti sacri, tra cui due notevoli corredi d'altare in argento, ciascuno composto da sei candelieri e tre cartaglorie; il più antico fu realizzato in stile barocco tra il 1669 ed il 1670 per il Monte di Pietà dalla bottega piacentina di Siro Ratti, mentre il più recente fu eseguito agli inizi del XVIII secolo per la chiesa gesuitica di Sant'Ignazio. Da quest'ultima provengono anche altri oggetti in argento: una croce astile e quattro vasi portapalma di origine veneziana, due lampade pensili, due reliquiari, due pissidi, due calici ed una patena.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.

Indirizzo

  • Via della Biblioteca, 3
  • 43011 Busseto - Parma

Contatti

  • Telefono: +39 0524 92224 (Biblioteca)
Venerdì, 16 Giugno 2017

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